Democrazia o capitalismo? Gli Stati-nazione nel capitalismo globalizzato

Democrazia o capitalismo?

Gli Stati-nazione nel capitalismo globalizzato

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A partire da un serrato confronto critico con il libro di Wolfgang Streeck Tempo guadagnato, Habermas ci offre una lucida riflessione sullo stato di salute del vecchio continente e delle democrazie liberali che finora ne hanno caratterizzato la facies politica. Analizzando la crisi in cui l’Europa si dibatte da decenni, il filosofo di Francoforte cerca di pensare una possibile via d’uscita che sia capace di evitare il rischio dell’“opzione nostalgica”, quella dei ripiegamenti nazionali o sovranisti. Ripiegamenti che oggi agitano il nostro tempo, ammantati di una retorica populista a sfondo xenofobo. Fra democrazie in bilico e capitalismo sfrenato, Habermas non si stanca di reclamare “più Europa” e di invocare un’unione sovranazionale di partiti progressisti in favore della costruzione europea.

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Sull'autore

Jürgen Habermas

(Düsseldorf, 1929) Filosofo, storico e sociologo tedesco, è fra i principali esponenti della Scuola di Francoforte. Dal 1956 ha insegnato all’Institut für Sozialforschung di Francoforte, dal 1961 all’università di Heidelberg; dal 1971 è stato direttore del Max Planck Institut di Starnberg (Monaco) e dal 1973 ha insegnato all’università di Francoforte, dove è professore emerito. Nel suo pensiero occupano una posizione centrale i problemi della comunicazione, la funzione dell’opinione pubblica nella società contemporanea e il ruolo delle istituzioni nella crisi di legittimità di cui soffrono le democrazie contemporanee. Al cuore della sua riflessione filosofica vi è l’elaborazione di una ragione comunicativa, intesa come dialogo e come nuovo paradigma intersoggettivo, non sottoposta al principio d’autorità e alle condizioni di dominio.

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