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«Lenin ama tutte le forme di svago senza pretese, dirette, semplici e rumorose. I suoi compagni di gioco preferiti sono i bambini e i gatti; talvolta rimane ore e ore a giocare con loro. Sul lavoro rivela le stesse qualità del suo spirito sano e vitale. La mia esperienza personale non mi consente di affermare che sia un lavoratore accanito. Non l’ho mai visto immerso nella lettura di un libro o curvo sulla scrivania. Lenin scrive i suoi articoli senza il minimo sforzo, di getto, senza bisogno di correzioni. Può scrivere in ogni momento della giornata: più spesso lo fa al mattino appena si alza, ma scrive altrettanto bene di sera, alla fine di una giornata spossante, o in qualsiasi altro momento». Questi Profili di rivoluzionari, scritti dal più letterario tra gli intelletti della compagine bolscevica, rivelano i lati umani (talvolta umanissimi) dei grandi leader della Rivoluzione Russa. Da Lenin a Trockij, da Sverdlov a Zinov’ev, questi brevi quadri, fulminanti per la capacità di disegnare in pochi tratti le complesse personalità dei loro protagonisti, formano così una cronaca in presa diretta che, se non fosse tale, potrebbe essere scambiata per un capolavoro tardivo dell’Ottocento letterario russo.

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Sull'autore

Anatolij Vasil’Evicˇ Lunacˇarskij

(Poltava, 1875 – Mentone, 1933) Marxista già dagli anni del liceo, nel 1899 venne arrestato per la sua attività rivoluzionaria e mandato in esilio. Al suo ritorno, nel 1904, divenne uno dei principali leader bolscevichi. Tra il 1918 e il 1922 fu membro del Consiglio Militare Rivoluzionario. Dal 1933 fu ambasciatore sovietico in Spagna.

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