Percorsi postmoderni del rock

Percorsi postmoderni del rock

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Il filosofo francese Lyotard definisce il postmoderno come un nuovo paradigma della conoscenza che accompagna l’avvento delle nuove tecnologie ma, prima ancora che il termine entrasse nel lessico fi­losofico e sociologico, i semi di una nuova era erano germogliati nel campo delle arti. Dalla letteratura all’architettura, e a partire dal fertile retroterra dell’America di fine anni Cinquanta del Novecen­to, l’estetica postmoderna ha sostituito la classicità fino a giungere a rappresentare il mainstream della cultura contemporanea. Non-linearità del racconto e dello sviluppo, accostamento e integrazio­ne di stili apparentemente incompatibili, sperimentazione di nuo­vi modelli formali hanno preso il posto dei parametri tradizionali dell’arte occidentale, ereditati in ultima istanza dall’antica Grecia. A partire dagli anni Sessanta, il rock, straordinario fenomeno mu­sicale intrecciato con storia e cultura, è uno dei frutti più autentici di questa rivoluzione. Moderno nei mezzi utilizzati, postmoderno nel modo in cui tali mezzi sono funzionali a un linguaggio che vede insieme la ciclicità infinita del blues e la ricerca melodica multicul­turale, il rumore e lo stile cristallino, fino ad arrivare all’integrazione etnica e culturale. Il risultato è un variegato arcipelago di forme e stili che, pur nel sostanziale esaurimento delle spinte propulsive che si verifica da qualche anno a questa parte, permea la musica di oggi, facendosi colonna sonora di un’epoca tuttora in divenire verso ciò che verrà dopo.

Dettagli libro

  • Editore

  • Testo originale

  • Lingua

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    144
  • Collana

Sull'autore

Giovanni Ippolito

Ingegnere, musicista e critico musicale, è diplomato all’Accademia della Critica di Roma. È stato collaboratore del mensile «Rockstar», ed è tra i coautori del libro Avion Travel – Vivo di Canzoni di Gianfranco Salvatore.

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